Halloween e la pedagogia Waldorf: perché i bambini del primo settennio devono essere protetti dalla festa del terrore
di Clementina Sguerri
Halloween e la pedagogia Waldorf: proteggere l’infanzia, coltivare la luce.
La festa di Halloween, con le sue maschere grottesche, i fantasmi, le streghe e le ambientazioni horror, è diventata negli ultimi decenni un fenomeno globale, spesso vissuto come un’occasione ludica e commerciale. Tuttavia, all’interno della pedagogia Waldorf, fondata da Rudolf Steiner, Halloween non viene celebrata in modo convenzionale e questo non è frutto di una semplice scelta educativa, ma di una visione antropologica profonda che riguarda la natura del bambino, in particolare nel primo settennio di vita.
Le origini spirituali di Halloween
Halloween affonda le sue radici nel Samhain, l’antico capodanno celtico, una festa che si celebra tra il 31 ottobre ed il 1 novembre ( rappresentando il periodo dell’ultimo raccolto agricolo). Tradizionalmente infatti , si ritiene che i Celti dividessero l’anno in due parti: inverno detto geimhredh (il cui inizio o capodanno era segnato dalla festa di Samonios/Samhain) ed estate detta samradh (il cui l’inizio era segnato da Beltane).
Nell’ Irlanda celtica , la ricorrenza del Samhain era caratterizzata da due colori: l’arancio, per ricordare la mietitura e con essa la fine dell’estate, ed il nero, a rappresentare l’imminente buio dell’inverno. Ecco perché, tuttora, i colori tipici di Halloween sono arancione e nero, usati in costumi e addobbi .
Questa festa però non segna solo la fine dell’estate e l’ inizio dell’inverno, ma rappresenta il momento liminale in cui il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti si assottiglia. Secondo Geoffrey Keating, autore del libro Foras Feasa ar Éirinn (“Storia d’Irlanda, Fondamenti per la conoscenza dell’Irlanda) del 1634, erano molteplici i rituali che contraddistinguevano questa festa pagana, alcuni legati allo svolgimento di attività di gestione della comunità, altri caratterizzati invece da tinte fosche. Con l’arrivo del Cristianesimo la lettura di questo rito fu trasformata con la celebrazione della ricorrenza di Ognissanti il 1 novembre, seguita la quella della commemorazione dei defunti il 2 novembre, dando una lettura spirituale del respiro della terra di questo momento molto diversa.
Dopo l’immigrazione irlandese in Nord America, nel diciannovesimo secolo, si consolidò l’attuale festa di Halloween che attingeva alla figura celtica di Jack-o-lantern ( con questo nome si indica la zucca o rapa intagliata di una antica leggenda grazie alla quale un fabbro avaro e ubriacone inganna il demonio che vuole rubargli l’anima).
Con il tempo, questa festa è stata trasformata in una celebrazione commerciale, dove il significato originario è stato sostituito da immagini di paura, rumore e confusione.
Il primo settennio: un tempo sacro
Secondo la visione steineriana, la crescita dell’essere umano avviene in cicli di sette anni. Il primo settennio (0–7 anni) è considerato un periodo sacro, in cui il bambino è ancora profondamente connesso ai mondi spirituali. In questa fase, il bambino non è ancora completamente incarnato, e vive in uno stato di apertura sensoriale e animica che lo rende estremamente permeabile agli stimoli esterni.
“Il bambino è tutto organo di senso. Ogni gesto, ogni parola, ogni immagine penetra nella sua interiorità e lo plasma.”
In questa fase il bambino apprende per imitazione, non per concetti. L’ambiente deve essere armonioso, bello, vero. Le immagini che lo circondano devono nutrire la sua fiducia nel mondo, la sua volontà, la sua capacità di amare.
Halloween e il trauma dell’immagine
Le immagini di Halloween — mostri, zombie, sangue, urla — non sono semplicemente “finte” o “divertenti”. Per un bambino piccolo, non esiste ancora la distinzione netta tra realtà e finzione. Le immagini agiscono direttamente sull’anima, e possono generare paure profonde, non elaborate, che si sedimentano nel corpo e nella psiche.
Silvana Rossello, maestra Waldorf, sottolinea:
“Nel primo settennio, il bambino non ha ancora sviluppato gli strumenti interiori per schermarsi. Le immagini disturbanti non vengono elaborate, ma vissute come realtà.”
In questo senso, Halloween può rappresentare un vero trauma per il bambino piccolo che non ha ancora la capacità di difendersi dalle suggestioni negative. La pedagogia Waldorf, invece, propone un’educazione basata sulla luce, sulla bellezza, sulla fiducia.
Alternative pedagogiche: la luce nell’autunno
Nel periodo autunnale, le scuole Waldorf celebrano feste come San Michele e San Martino. San Michele rappresenta il coraggio e l’equilibrio interiore, la lotta contro il drago delle paure. La celebrazione di San Martino, con la sua lanterna, simboleggia la luce che ogni essere umano porta in sé, per lui stesso e per il fratello, anche quando la natura si ritira e il buio avanza.
Queste feste non negano la morte o il mistero, ma lo trasfigurano in immagini di speranza, di trasformazione, di bellezza. I bambini costruiscono lanterne, cantano, ascoltano fiabe che parlano di coraggio e di luce vedono immagini archetipiche che trasmettono potenza, equilibrio, bellezza e bontà. In questo modo, il passaggio stagionale viene vissuto come un processo interiore, non come una mascherata esterna.
Ognissanti e il Giorno dei Morti: una sequenza sacra
La nostra tradizione cristiana celebra il 1 novembre come la festa di Ognissanti, e il 2 novembre come il Giorno dei Morti. Questa sequenza non è casuale: rappresenta un cammino dell’anima, dalla luce dei santi alla memoria dei defunti.
Ognissanti ci ricorda che l’umanità è accompagnata da esseri spirituali che hanno vissuto con virtù e amore. Il Giorno dei Morti ci invita a ricordare i nostri cari che hanno varcato la soglia, non come assenti, ma come presenze invisibili, che continuano a portarci luce, calore e amore.
Queste feste possono essere vissute come esperienze interiori, in cui l’anima si collega al mondo spirituale.
La morte come soglia, non come orrore
La pedagogia steineriana non evita il tema della morte. Al contrario, lo integra nel ciclo della vita, come soglia, come trasformazione, ma lo fa con immagini simboliche, con gesti rituali, con racconti che accompagnano il bambino in modo graduale e rispettoso.
Come scrive Cristina Laffi nell’articolo “Alla ricerca delle origini di Halloween”:
“Il culto dei defunti ci può aiutare a vivere questo momento in un’atmosfera diversa, preparandoci alla Festa della Luce di San Martino e poi alla Festa della Luce più grande, quella del Natale rinnovato in ogni essere umano.”
Il raccolto e la zucca: simboli di transizione
In molte tradizioni contadine, l’autunno è il tempo del raccolto. Si ringrazia la terra per i suoi frutti, si celebra la fine del ciclo produttivo, si prepara l’anima all’inverno. La zucca, simbolo di Halloween, è in realtà un frutto del raccolto, e può essere reintegrata in un contesto simbolico positivo.
Nelle scuole Waldorf, nel regno delle stagioni, si riserva con cura uno spazio per rappresentare il collegamento con il momento della raccolta: castagne, pannocchie, zucche, mele adornano questo spazio; Quando i bambini sono più grandi,si possono anche intagliare lanterne di zucche con simboli di luce : stelle, lune, sole e fiori; in questo modo, si restituisce alla zucca il suo significato originario: frutto della terra, contenitore di luce, simbolo di gratitudine. Per i bimbi più piccoli invece è consigliabile mantenere le zucche intere, piene, conservare questa rotondità, simbolo di sicurezza e completezza.
Educare alla verità, non alla paura
La pedagogia Waldorf non si oppone a Halloween per moralismo, ma per fedeltà alla verità dell’infanzia. Il bambino piccolo ha bisogno di immagini che lo aiutino a costruire un mondo ordinato, buono, bello. Le immagini di terrore, di confusione, di morte grottesca, lo disorientano, lo spaventano, lo allontanano dalla sua natura profonda.
Come scrive Thomas Homberger:
“Ogni ora che il bambino passa davanti a uno schermo o immerso in immagini disturbanti è un’ora perduta per la sua educazione.”
In un mondo che spesso confonde il divertimento con la provocazione, e la libertà con l’esposizione indiscriminata, la pedagogia Waldorf ci invita a un gesto controcorrente: proteggere l’infanzia. Non per paura, ma per rispetto.
Non per chiusura, ma per fedeltà alla verità dell’essere umano in divenire.
Il bambino del primo settennio è un essere ancora vicino ai mondi spirituali, aperto, sensibile, permeabile. Le immagini che riceve non sono semplici decorazioni: sono semi che germoglieranno nel suo cuore, nel suo corpo, nella sua biografia. Offrirgli immagini di terrore, di morte grottesca, di confusione, significa tradire la sua fiducia nel mondo. Offrirgli invece immagini di luce, di coraggio, di bellezza, significa accompagnarlo nel suo cammino di incarnazione con amore e verità.
In questo tempo dell’anno, possiamo scegliere di celebrare il raccolto, la gratitudine, la memoria dei cari defunti, la luce che resiste nel buio. Possiamo accendere lanterne, raccontare storie, intagliare zucche con simboli positivi, preparare dolci insieme, ricordare i nonni e bisnonni, vivere Ognissanti e il Giorno dei Morti come soglie di amore e di presenza.
Possiamo scegliere di educare alla luce ed in questo gesto, semplice e profondo, ritrovare il senso autentico della festa, della stagione, della vita.
Bibliografia
– Rudolf Steiner, L’educazione del bambino alla luce della scienza dello spirito ( in Educazione del bambino e preparazione degli educatori).
– Rudolf Steiner, La relazione con i nostri cari defunti, Editrice Antroposofica
– Geoffrey Keating,Foras Feasa ar Éirinn (“Storia d’Irlanda, Fondamenti per la conoscenza dell’Irlanda)
– Thomas Homberger, Il bambino nell’epoca dei media –Il bambino nell’epoca dei media – Educazione Waldorf Reggio Emilia
– Cristina Laffi, Alla ricerca delle origini di Halloween, Scuola Steineriana M. Garagnani
https://www.scuolasteineriana.org/ns/2021/09/10/alla-ricerca-delle-origini-di-halloween/
– Silvana Rossello, Educazione Waldorf Reggio Emilia
https://www.scuolawaldorf.org/category/pedagogia/primo-settennio/
– Le feste alla Waldorf, Rita Villanova, Libera Scuola Waldorf Palermo
https://www.waldorfpalermo.org/images/biblioteca/le-feste-alla-waldorf-429.pdf
– I tre settenni della pedagogia Waldorf, Scuola Micheliana
https://www.steinerwaldorfmicheliana.it/i-tre-settenni-pedagogia-waldorf/
