Il primo settennio nella pedagogia Waldorf-Steiner: Crescere con amore, ritmo e immaginazione
Di Clementina Sguerri
Nel cuore della pedagogia Waldorf, ideata da Rudolf Steiner, c’è una profonda comprensione dei ritmi evolutivi dell’essere umano. Il primo settennio, che va dalla nascita ai sette anni, è considerato una fase sacra e delicata, in cui il bambino costruisce le fondamenta della sua vita futura: il corpo fisico, la volontà, la fiducia nel mondo e la base per il pensiero.
Antropologia steineriana: il bambino come essere in divenire
Secondo Steiner, nei primi sette anni il bambino è immerso in un processo di incarnazione. L’anima si radica nel corpo, e ogni esperienza sensoriale, ogni gesto, ogni ambiente contribuisce a questa costruzione. In questa fase, il bambino non apprende attraverso l’intelletto, ma attraverso l’imitazione, il movimento e il gioco.
L’imitazione come chiave educativa
I principi pedagogici dominanti sono : “Il bambino imita ciò che vive attorno a sé” e ” Il bambino è tutto organo di senso”.
Per questo, l’ambiente deve essere curato, armonioso, bello e vero. Gli adulti – genitori, insegnanti, educatori – sono modelli viventi: il loro modo di parlare, muoversi, relazionarsi e persino di pensare diventa materiale educativo.
– Le attività quotidiane (cucinare, pulire, stirare etc.) vengono svolte con sacralità all’ interno delle mura domestiche per permettere al bambino di osservare la processualità di ogni azione affinché il suo mondo sia ricco di senso.
– I gesti rituali, come il saluto del mattino o il racconto della fiaba, creano sicurezza e fiducia, rafforzano il senso dell’ Io che sta nascendo nel bambino.
– L’educazione morale non è impartita con regole, ma vissuta attraverso l’esempio.
Ritmo e ripetizione: nutrimento per l’anima e benessere per il corpo.
Il ritmo è considerato un principio vitale. Le giornate, le settimane e le stagioni seguono una struttura armonica e prevedibile:
– Ritmo giornaliero: alternanza tra attività libere e guidate, gioco e riposo, movimento e quiete, espansione e concentrazione.
– Ritmo settimanale: ogni giorno ha un’attività artistica o pratica dominante (es. lunedì pittura, martedì modellaggio).
– Ritmo annuale: le feste stagionali (San Michele, Natale, Pasqua, San Giovanni) scandiscono il tempo e collegano il bambino al ciclo della natura in un respiro più ampio.
Questa ripetizione non è monotona, ma rassicurante: crea un senso di ordine interiore e favorisce lo sviluppo dell’autonomia e delle forze di crescita; alimenta nei bambini la percezione della magia che li circonda attraverso l’ atmosfera delle ricorrenze accuratamente pensata e vissuta per loro è con loro con devozione.
Il gioco libero e l’ambiente preparato
Nel primo settennio, il gioco è una attività vitale del bambino. Nelle scuole Waldorf, gli spazi sono pensati per stimolare la fantasia e il movimento:
– Materiali naturali (legno, lana, seta) invitano alla creatività e sono determinanti per un sano sviluppo dei sensi.
– I giocattoli sono semplici e non definiti, per lasciare spazio all’immaginazione.
– Il gioco non è diretto dall’adulto, ma osservato con amore e rispettato.
Attraverso il gioco, il bambino elabora esperienze, sviluppa la volontà e costruisce relazioni, impara a testare i propri limiti sotto lo sguardo del Maestro.
Le fiabe: nutrimento per l’anima
Ogni giorno, l’insegnante racconta una fiaba tradizionale, senza dare spiegazioni sulla trama o sui personaggi.
La parola viva, il ritmo narrativo e il contenuto simbolico agiscono profondamente sull’anima del bambino, stimolando l’immaginazione e offrendo immagini interiori che lo accompagnano nel suo sviluppo.
Educare alla libertà, non alla prestazione
Nel primo settennio non si insegna a leggere, scrivere o fare calcoli in modo formale. L’obiettivo non è anticipare l’intelletto, ma rafforzare la volontà, la fiducia e la gioia di vivere. Solo quando il bambino manifesta i segni della maturità scolare (inizio della seconda dentizione, cambiamento della frequenza cardiaca, maturità adeguata della motricità fine e delle competenze sociali) si apre la porta all’apprendimento cognitivo.
Il primo settennio nella pedagogia Waldorf è un invito a rallentare ( spesso ci riferiamo a questa pedagogia come alla “Pedagogia della lentezza”) osservare e rispettare il mistero della crescita. È un’educazione che non forma solo studenti, ma esseri umani liberi, con adeguate forze vitali che possono essere impegnate con profitto in tutti gli ambiti affinché questi siano pronti ad affrontare con creatività le sfide del loro futuro e di quello dell’ Umanità.
