La festa di San Nicola nel mondo Waldorf

La festa di san Nicola nel mondo waldorf

di Clementina Sguerri

La pedagogia Waldorf, fondata da Rudolf Steiner nel 1919, attribuisce grande importanza al ritmo dell’anno e alle feste stagionali. Ogni celebrazione diventa un’occasione educativa e spirituale, in cui i bambini sperimentano la connessione con la natura, la comunità e il mondo interiore. Tra queste feste, San Nicola (6 dicembre) occupa un posto speciale: è il santo della generosità, della cura e della protezione dei bambini.

Nelle scuole Waldorf, la festa di San Nicola può diventare un rito pedagogico che prepara i bambini al tempo dell’Avvento e al Natale. Attraverso racconti, gesti simbolici e attività artistiche, i bambini vivono la dimensione del dono e della gratitudine.

Origini

San Nicola nacque intorno al 270 d.C. a Patara, città della Licia (Asia Minore, oggi Turchia). Proveniva da una famiglia cristiana benestante. Fin da giovane mostrò una grande sensibilità verso i poveri e gli indifesi.

Divenne vescovo di Myra, città portuale della Licia. La sua figura si impose come guida spirituale e morale in un periodo di grandi difficoltà per la comunità dell’imperatore Diocleziano.

San Nicola è ricordato per la sua grande generosità e per i miracoli attribuiti alla sua intercessione:

Le tre fanciulle: donò di nascosto borse d’oro ad un padre povero per salvare le figlie dalla miseria. La tradizione racconta che i sacchetti d’oro finirono nelle scarpe delle ragazze che erano state messe ad asciugare vicino al camino. Da allora la tradizione vuole che san Nicola porti piccoli doni come mandarini, noci o altri piccoli frutti nelle scarpe dei bambini durante la notte come simbolo della sua bontà.

Il miracolo del grano: durante una carestia, convinse dei mercanti a scaricare parte del loro carico di grano, che miracolosamente non diminuì.

La quiete della tempesta: salvò marinai in pericolo, diventando patrono dei naviganti.

La liberazione dei prigionieri: intervenne per salvare tre ufficiali ingiustamente condannati a morte.

Morì il 6 dicembre 343 d.C. a Myra. La sua tomba divenne meta di pellegrinaggi. Nel 1087, marinai baresi traslarono le reliquie a Bari, dove furono custodite nella Basilica di San Nicola. Da allora è noto anche come San Nicola di Bari.

Il culto di San Nicola si diffuse rapidamente in Oriente e Occidente. È venerato dalla Chiesa cattolica, ortodossa e da molte confessioni cristiane. È patrono di bambini, marinai, studenti, poveri e bisognosi.

In molte culture san Nicola è l’antenato simbolico di Babbo Natale, ma nelle scuole waldorf la sua immagine resta legata alla sobrietà ed alla spiritualità del dono

Il significato pedagogico

Secondo Steiner, le feste devono nutrire l’anima del bambino e accompagnarne lo sviluppo; sono le porte dell’anno: aprono spazi interiori di riflessione e di ascolto non solo per i piccoli ma anche per adulti. San Nicola è la porta della gratitudine e del dono; rappresenta la generosità del gesto e della Grazia che per sua natura è gratuita, accompagnata dalla Giustizia nel riconoscimento delle azioni buone e la preparazione interiore  verso la luce del Natale.

Per l’adulto vengono quindi toccati importantissimi temi di sviluppo personale che possiamo vedere riassunti negli esercizi dati da Steiner stesso per coltivare una sana vita spirituale: possiamo partire dall’esercizio della positività ( quarto dei cinque esercizi dati dal dottore come pratiche interiori che mirano a sviluppare equilibrio, chiarezza e forza spirituale) che spinge a ricercare in ogni esperienza, anche nelle più difficili, il lato positivo, l’ elemento arricchente da cogliere sovra tutti gli altri come nota dominante e da raccogliere con umiltà e gratitudine.

A seguire possiamo trovare poi il secondo esercizio che stimola la giusta e consapevole azione guidata da una desta volontà, non solo da impulsi o abitudini. Attraverso questa pratica l’atto di generosità può diventare gratuito e quindi profondamente trasformativo per chi lo compie e per chi lo riceve.

San Nicola non premia né punisce, ma riconosce la bontà ed invita a coltivarla; ecco che possiamo ravvisare importanti tratti caratteristici del terzo e del quinto esercizio: equanimità e retto pensare inteso non solo come osservazione imparziale della realtà, ma anche come sviluppo della capacità di ascoltare e comprendere senza giudicare subito, rimanendo in una disposizione di apertura e disponibilità verso nuove idee o persone senza pregiudizi o personalismi.

Il concetto di equanimità sottolinea la capacità interiore di mantenere equilibrio e serenità di fronte a qualsiasi esperienza senza lasciarsi trascinare da antipatie o simpatie.

I doni di San Nicola sono semplici, non distraggono ma nutrono ed offrono un ponte tra San Martino e la profondità dell’Avvento.

Nelle scuole Waldorf, la festa di San Nicola è vissuta come un rito di passaggio: i bambini imparano che la bontà e la cura degli altri portano frutti concreti e da adulti potranno intravedere questi frutti che da oggetti concreti nella loro vita di bambini, con l’ andar del tempo trasmutano in doni e frutti spirituali.

La celebrazione nelle scuole Waldorf

Le modalità variano da scuola a scuola e anche da luogo a luogo, ma alcuni elementi sono comuni:

La visita di San Nicola (come tradizionalmente avviene per la notte di Natale con Babbo Natale): un adulto, spesso un maestro o un genitore, indossa abiti semplici da vescovo e porta un libro e un sacco di doni.

Il libro delle azioni: simbolicamente, San Nicola legge le qualità dei bambini, sottolineando i gesti di bontà compiuti durante l’anno.

Il dono semplice: In molte realtà, sia casalinghe che scolastiche, la vigilia della festa si puliscono e preparano con cura le scarpe dei bambini ( simbolo non solo appartenente alla leggenda, ma anche del cammino verso la generosità e l ‘impegno delle buone azioni) e si pongono in un posto speciale in attesa della visita del Santo che lascia piccoli doni : frutta secca, mandarini, noci, biscotti fatti in casa, talvolta un piccolo libro o un oggetto artigianale.

Il racconto: vengono narrate storie di San Nicola o fiabe legate alla luce e alla generosità.

Le attività artistiche: i bambini preparano disegni, canti o poesie da offrire a San Nicola.

Questi gesti creano un’atmosfera di calore e gratitudine, senza eccessi consumistici.

Poche semplici cose come semplici e umili sono le azioni quotidiane di generosità e calore verso il nostro prossimo e verso noi stessi.

Possiamo quindi vedere nel simbolismo l ‘elemento della ritualità: il sacco di San Nicola che rappresenta l’abbondanza e la gioia dalla condivisione, il bastone pastorale simbolo di guida e protezione, la luce delle candele che richiama l’Avvento e la nascita della luce nel buio invernale; il dono di frutta e noci che richiama la natura e la semplicità.

Attività preparatorie ed immagini evocative

Per evocare la festa si possono usare immagini semplici e luminose : un mantello rosso che avvolge la figura del santo come il calore dell’amore, un sacco di juta colmo di frutti e noci simbolo dell’abbondanza che nasce dai gesti piccoli e semplici, un libro dorato che custodisce le azioni buone come semi di luce e candele accese che rischiarano il buio dell’inverno.

Queste immagini possono essere anche create dai maestri o dai genitori con dipinti ad acquerello o cerette.

Nei giorni precedenti i bambini possono preparare stelle di carta velina da appendere alle finestre, cucinare con i grandi biscotti speziati, intonare canti dedicati al Santo, ascoltare fiabe invernali o la  stessa leggenda di San Nicola (valutando le età dei bambini).

 

La dimensione comunitaria

La festa non appartiene sono ai bambini; è un gesto che coinvolge genitori, insegnanti ed amici della scuola. Può essere un momento di ritrovo in cui si rafforza il senso di appartenenza e di comunione valoriale. La semplicità può diventare ricchezza e la gratitudine abbondanza.

Confronto con altre feste Waldorf

San Michele (29 settembre): coraggio e forza interiore.

San Martino (11 novembre): luce e condivisione.

San Nicola (6 dicembre): dono e gratitudine.

Avvento e Natale: raccoglimento e preparazione alla rinascita della luce.

San Nicola si colloca quindi come ponte tra San Martino e l’Avvento, preparando i bambini alla nascita del Cristo interiore.

Rafforziamo dunque la nostra capacità di attribuire valore a queste antiche feste, porte dell’anno verso “il cammino interiore di conoscenza che conduce lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale nell’universo”.

(R. Steiner)

Bibliografia

– Rita Villanova, Le feste alla Waldorf, Libera Scuola Waldorf Palermo.

– Lapappadolce, Guida didattica Waldorf.

– Arte e Gioco, Periodo dell’Avvento: attendere la luce che cresce.

– Daniela, Feste Scuole Waldorf: Come si celebrano, I fiori e le stelle.

– Scuola Waldorf Silvana Corazza di Sagrado, Gruppo San Nicola.

– Rudolf Steiner, Le feste e le loro celebrazioni, conferenze 1923-1924.

– Helmut von Kügelgen, Educazione e ritmo dell’anno, Editrice Antroposofica.

– Wikipedia – San Nicola di Bari/Myra

– Vaticano.com – Storia e tradizione di San Nicola

– Lignoma – Perché celebriamo San Nicola?

– Pilgrimaps – Da Myra all’Italia