Educazione della volontà: un cammino pedagogico verso la libertà interiore
di Clementina Sguerri
Nel contesto educativo contemporaneo, spesso dominato da approcci tecnicistici e da una crescente dipendenza dalle tecnologie digitali, l’opera Educare la Volontà di Michael Howard si impone come un testo di riferimento per chi desidera riscoprire l’essenza dell’educazione come processo umano, spirituale e trasformativo. Howard propone una pedagogia della volontà che si fonda su un profondo rispetto per lo sviluppo interiore del bambino e sulla convinzione che l’educazione debba formare esseri umani liberi, responsabili e capaci di agire con coscienza.
Chi è Michael Howard? Una biografia pedagogica e artistica
Michael Howard nasce nel 1940 negli Stati Uniti. Dopo una formazione in arte e scultura, si avvicina all’antroposofia di Rudolf Steiner, fondatore della pedagogia Waldorf. Howard diventa insegnante e formatore in scuole Waldorf, dove sviluppa un approccio educativo che integra arte, spiritualità e sviluppo umano. La sua esperienza come scultore lo porta a riflettere sul ruolo del “fare” nella formazione della volontà, intuizione che diventerà centrale nella sua opera.
Tra i suoi testi più noti, oltre a Educare la Volontà, ricordiamo Art as Spiritual Activity: Rudolf Steiner’s Contribution to the Visual Arts (2003), in cui esplora il legame tra arte e spiritualità, e Being Human: The Nature of Spiritual Experience (2001), un saggio filosofico sull’esperienza interiore. Howard ha anche collaborato con il Goetheanum in Svizzera e con numerosi centri di formazione Waldorf in Europa e America.
La volontà come facoltà educativa
Nel cuore del libro Educare la Volontà, Howard propone una visione della volontà come facoltà fondamentale dell’essere umano, spesso trascurata nei modelli educativi tradizionali. Mentre il pensiero e il sentimento ricevono attenzione nei curricula scolastici, la volontà – intesa come capacità di agire, perseverare, scegliere e trasformare – è raramente oggetto di un’educazione consapevole.
Howard distingue tre livelli di volontà:
– Volontà istintiva: legata ai bisogni primari e alle reazioni automatiche.
– Volontà emotiva: connessa ai desideri, alle passioni e alle motivazioni personali.
– Volontà cosciente: la forma più alta, in cui l’individuo agisce deliberatamente, con consapevolezza e responsabilità.
L’obiettivo dell’educazione, secondo Howard, è accompagnare il bambino nel passaggio dalla volontà istintiva a quella cosciente, attraverso esperienze che coinvolgano il corpo, il cuore e la mente.
Il ruolo del fare: arte, manualità e esperienza
Uno degli aspetti più originali del pensiero di Howard è l’enfasi sull’educazione attraverso il fare. L’autore sostiene che le attività manuali e artistiche – come la scultura, il disegno, la lavorazione del legno, il cucito, il giardinaggio – sono strumenti privilegiati per sviluppare la volontà. Queste attività richiedono concentrazione, pazienza, precisione e perseveranza: qualità che formano la volontà in modo naturale e profondo.
Howard scrive:
“La volontà si forma nel fare. È nel confronto con la resistenza della materia, con l’imperfezione del gesto, con la necessità di ripetere e migliorare, che il bambino scopre la forza interiore che lo guida.”
Questa pedagogia del fare si collega direttamente alla tradizione Waldorf, che valorizza l’apprendimento esperienziale e l’integrazione tra attività intellettuali, artistiche e pratiche. L’educazione non è vista come trasmissione di contenuti, ma come processo di trasformazione, incarnazione ed evoluzione dell’essere.
Ritmo, ripetizione e ambiente educativo
Howard sottolinea l’importanza del ritmo e della ripetizione nella formazione della volontà. Il bambino ha bisogno di un ambiente ordinato, prevedibile e armonico, in cui possa sviluppare abitudini sane e interiorizzare gesti e comportamenti. Il ritmo quotidiano – scandito da attività manuali, momenti di gioco, pasti, riposo – crea una struttura che sostiene la crescita interiore. L’ambiente educativo deve essere bello, curato e ispirante. La bellezza, secondo Howard, ha un potere formativo: educa il senso estetico, stimola la meraviglia e favorisce la connessione con il mondo. L’educatore deve essere attento non solo ai contenuti, ma anche alla qualità dello spazio, dei materiali e delle relazioni.
L’educatore come modello vivente
Un altro tema centrale del libro è il ruolo dell’adulto. Howard afferma che l’educatore non è solo un trasmettitore di conoscenze, ma un modello vivente di volontà cosciente. Il bambino impara osservando, imitandone i gesti, percependone la coerenza tra pensiero, sentimento e azione.
“Il bambino impara a volere osservando l’adulto che vuole. È nella qualità della presenza, nella forza dell’esempio, nella coerenza tra parola e azione, che si trasmette la volontà.”
Questo implica una profonda responsabilità da parte degli educatori e dei genitori, che devono lavorare su se stessi per diventare guide autentiche e affidabili. L’educazione della volontà non può essere imposta: deve essere ispirata.
Howard collega la volontà alla libertà. La vera libertà, scrive, non consiste nel fare ciò che si vuole, ma nel volere ciò che è giusto. La libertà autentica nasce da una volontà educata, capace di discernere, scegliere e agire in modo etico. In questo senso, educare la volontà significa educare alla libertà.
Il bambino non nasce libero: diventa libero attraverso un processo educativo che lo aiuta a sviluppare autocontrollo, responsabilità e consapevolezza. Questo processo richiede tempo, dedizione e un ambiente educativo che favorisca la crescita interiore.
La dimensione spirituale dell’educazione
Howard inserisce la volontà in una prospettiva spirituale. L’essere umano, secondo l’antroposofia, è un’entità in evoluzione, chiamata a realizzare un destino spirituale. La volontà è la forza che ci permette di trasformare noi stessi e il mondo, di incarnare valori e di agire con amore. L’educazione della volontà è quindi anche un’educazione al senso, alla vocazione, alla missione personale. Il bambino deve essere accompagnato a scoprire il proprio compito nel mondo, a sviluppare le forze interiori che lo rendono capace di realizzarlo.
Howard offre numerose indicazioni pratiche per gli educatori:
– Attività manuali quotidiane: cucito, falegnameria, modellaggio, cucina.
– Ritmo e routine: strutturare la giornata con regolarità e armonia.
– Ambiente curato: materiali naturali, colori caldi, ordine.
– Educazione per l’esempio: coerenza tra parola e azione.
– Valorizzazione del silenzio e dell’ascolto: creare spazi di interiorità.
– Educazione alla gratitudine e alla meraviglia: stimolare il senso del sacro.
Queste pratiche mirano a creare un contesto educativo in cui la volontà possa svilupparsi in modo sano e armonico.
Educare la Volontà è un testo che invita a ripensare l’educazione in profondità. In un mondo che spesso privilegia il successo, la performance e la competizione, Howard ci ricorda che la vera educazione è quella che forma esseri umani liberi, responsabili e capaci di agire con coscienza.
La volontà, in questa visione, non è solo una forza psicologica, ma una facoltà spirituale che ci permette di realizzare il nostro compito nel mondo. Educare la volontà significa educare alla vita, alla libertà e all’amore.
Michael Howard, con la sua esperienza di artista e pedagogo, ci offre una guida preziosa per affrontare questa sfida. Il suo messaggio è chiaro: solo attraverso un’educazione integrale, che coinvolga il corpo, il cuore e lo spirito, possiamo formare individui capaci di costruire un futuro migliore.
Bibliografia
– Howard, Michael. Educare la Volontà . Editorial Rudolf Steiner, 2010.
– Howard, Michael. *Art as Spiritual Activity: Rudolf Steiner’s Contribution to the Visual Arts
